
Avevo letto con un certo stupore della proposta avanzata in Consiglio Provinciale dalla Presidente Gancia di far diventare la Provincia di Cuneo una provincia autonoma, come Trento o Bolzano. Quanti vantaggi in termini di risorse per il nostro territorio questo potrebbe comportare, se diventasse realtà!. Nel vederla rilanciare il tema con un ulteriore intervento non ho potuto trattenermi dal fare alcune considerazioni. Devo dire che se la Presidente Gancia riuscirà nel suo scopo, le garantisco che sarò il primo a festeggiare… anzi, organizzerò dei caroselli festanti sotto il suo ufficio e invocherò la sua beatificazione subito! Battute a parte vorrei però affrontare la questione con un po’ di serietà, perché mi sembra che in questo momento la gente non abbia bisogno di essere presa per i fondelli ma di proposte concrete e credibili. Innanzitutto a mio parere l’Italia non ha bisogno di nuove province a statuto speciale, ma semmai di abolire quelle che esistono adesso! Questi soggetti istituzionali sono frutto di un clima storico- politico distantissimo: dopo la guerra infatti le spinte indipendentiste di alcune zone d’Italia hanno portato i costituenti a riconoscere privilegi speciali ad alcune regioni e province. Bene. A distanza di 60 anni dalla fine della guerra forse è il caso di pensare di riportare tutti sullo stesso piano e non di creare ulteriori elementi di squilibrio nel nostro paese. Perché Cuneo sì e, chessò, non Lucca? O Crotone? Vorrei ricordare alla Gancia che il suo predecessore, l’On. Costa, aveva lanciato una campagna per l’abolizione delle regioni a statuto speciale. Seconda questione. La proposta ha fatto seguito all’idea di lasciare il 20% dell’Irpef nelle casse dei Comuni, idea nata dal movimento dei Sindaci (di tutti i partiti) che, iniziato nel nord est, ha raccolto consensi in tutto il nord. È possibile che la compagna del Ministro Calderoli non sappia che il suo partito, alfiere del federalismo, si è schierato contro questa proposta? Forse che il federalismo è un copyright della Lega e nessun altro deve occuparsene? Io sono totalmente d’accordo con questa idea, perché il meccanismo dei trasferimenti statali è basato anche su dati di spesa storica vecchi di 40 anni. Su questi aspetti sono pronto a confrontarmi e, se è il caso, a dare battaglia in tutte le sedi opportune. Vorrei però che si smettesse di prendere in giro i nostri concittadini e si cominciasse a fare proposte serie, concrete e credibili.