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Tre Cose da Chiedere a Rutelli: un interessante articolo di Rosy Bindi

Venerdì, 18 Settembre 2009

articolo rosy bindi

articolo europa bindi rutelliSegnalo questo articolo interessante scritto da Rosy Bindi per Europa il 17 settembre 2009.

Stefano Menichini mi chiama in causa. Vorrei sgombrare subito il campo da due equivoci: non auspico affatto che Rutelli “tolga il disturbo” e condivido in larga misura le osservazioni di Menichini. Sia laddove egli fa notare che è difficile immaginare una diversa e più appropriata collocazione politica dell’ex segretario della Margherita sia laddove disegna il Pd come un partito largo e plurale di centrosinistra senza trattino, nel quale vi sia posto per una sensibilità liberale e moderata.

Il mio sostegno alla mozione Bersani è stato accompagnato e qualificato politicamente con motivazioni che, per l’appunto, presuppongono un Pd culturalmente plurale quale motore e timone di una più vasta alleanza riformatrice e di governo nel quadro di una stabilizzazione del bipolarismo italiano. Una visione del Pd che non ha nulla a che vedere con suggestioni terzoforziste ma che assume per intero il percorso faticoso ma innovativo dell’Ulivo. (continua…)

Lettera di Pier Luigi Bersani agli iscritti del PD

Mercoledì, 16 Settembre 2009

bersani pier luigi

bersani segretarioPubblichiamo la lettera di Pier Luigi Bersani agli iscritti del PD:
Cara iscritta, Caro iscritto,in questi giorni il nostro congresso comincerà a vivere in tutti i circoli. È il primo congresso del Pd, un congresso davvero fondativo. Abbiamo tutti la responsabilità di costruire uno strumento utile all’Italia e agli interessi e ai valori che vogliamo rappresentare. Il compito dei candidati è quello di dire con chiarezza se ci sia qualcosa da correggere di ciò che abbiamo fatto fin qui e che cosa ci sia da correggere per guardare avanti e dare nuova forza al nostro grande progetto. Le candidature non sono contrapposizioni; sono diverse proposte che si sottopongono agli iscritti e ai cittadini elettori. Loro decideranno, e tutti ci rimetteremo alle loro decisioni. Per questo la discussione può essere serena, chiara e vera. Un partito, infatti, è una comunità di protagonisti. Alla fine del nostro percorso congressuale dovremo dire parole chiare e nuove all’Italia e avviare un ciclo politico che porti ad una alternativa di governo. Questo è il nostro compito, questa è la nostra responsabilità.

Comunque la pensiate, voglio salutarvi tutti con grande amicizia e solidarietà e augurarvi (e augurarci) buon lavoro.
Pier Luigi Bersani

Mario Borghezio Deputato Europeo Lega Nord Dà una Lezione ai Neo-Fascisti Francesi

Venerdì, 10 Aprile 2009

Vi segnalo questo video in cui Mario Borghezio, un euro deputato della Lega Nord, tiene lezione a un gruppo di neo fascisti francesi esprimendo concetti fascisti, xenofobi e razzisti. Ritengo ignobile che un rappresentante delle istituzioni come Borghezio possa comportarsi in questo modo e avere l’opportunità di finanziare un suo personale progetto politico attraverso il suo stipendio di dipendente pubblico europeo.

Bindi: “sarà un leader di garanzia, finito il finto unanimismo” da Il Messaggero del 22 febbraio 2009

Martedì, 24 Febbraio 2009

intervista messaggero rosy bindi

dario franceschini e rosy bindiDi seguito un’intervista a Rosy Bindi pubblicata su Il Messaggero del 22 febbraio 2009.

Rosy Bindi il 14 ottobre si candidò, non da sola, contro Veltroní. Ora ha detto sì a Franceschini. E spiega perché: «Io non sono entrata in maggioranza. La mia adesione all’elezione di Dario è esattamente il contrario: è la fine della maggioranza del 14 ottobre».

E il giudizio sulla sua elezione è positivo…
«Sì, giudizio positivo su come si è svolta l’assemblea: finalmente si è discusso serenamente, si è votato… Le altre volte era liturgia, stavolta è stato un momento di confronto vero».

Meglio di primarie subito o di un congresso anticipato.
«Decisamente sì. Io penso che noi abbiamo bisogno di assise vere, che non era possibile fare adesso. Per questo ero d’accordo con l’elezione ora di un segretario. Noi continuiamo ad avere l’illusione di dover nominare un leader che poi farà il partito; invece l’impostazione va rovesciata: c’è bisogno di un partito che poi si sceglierà il leader».

Cosa le è piaciuto di più dell’intervento di Franceschini?
«Ha fatto un discorso diretto, a braccio, e così ha potuto avere accenti davvero sinceri: quando uno parla a braccio tira fuori le cose che ha dentro, e credo che sia stato un atto di verità di cui avevamo bisogno». (continua…)

Non siamo ospiti del PD di Rosy Bindi (colloquio con Federico Geremicca, La Stampa)

Venerdì, 13 Febbraio 2009

intervista rosy bindifederico geremicca la stampaPresentiamo un’intervista a Rosy Bindi pubblicata su La Stampa del 13 febbraio 2009.

È il giorno del suo compleanno. Trattandosi di una signora, l’età – naturalmente – non si dice: quel che invece si può dire è che per Rosy Bindi quello di ieri non è stato tra gli anniversari più felici, turbata e ferita com’è da tutto quel che il caso-Eluana ha frullato assieme, allargando il solco tra il suo partito e la Chiesa, e perfino tra i cattolici che militano gomito a gomito nel Pd. Ferita, ma non rassegnata. Anzi, al solito, duramente reattiva. 

E per questo, se è vero che c’è una questione che le sta a cuore sopra tutte le altre, prima c’è una cosa – una di quelle che ti restano là, senza andare né su né giù – della quale si deve liberare. E naturalmente lo fa: anche perché è una buona via per introdurre, poi, la questione principale. «Io non ho problemi a riaffermare – dice – che Berlusconi ha usato la vita della povera Eluana per altri fini. Ma anche dentro il mio partito, all’ombra della discussione sulla libertà di voto, c’è chi cerca di giocare la sua partita. E’ la politica della bandierina cattolica dentro il Pd. Della serie: questo partito, nel suo insieme, non è un interlocutore per le gerarchie ecclesiali, ma dentro il Pd c’è qualcuno col quale parlare. E naturalmente anche su questo terreno ci si lottizza reciprocamente: qualcuno telefona a Fioroni, qualcun altro a Rutelli; poi Rutelli chiama qualcuno, Binetti qualcun altro… E si fa a gara per arrivare prima o per vedere se è rimasto qualche piccolo spazio da occupare». (continua…)

Da “Il Riformista” un interessante botta e risposta tra Peppino Caldarola e Rosy Bindi

Mercoledì, 28 Gennaio 2009

rosy bindi riformistapeppino caldarola riformistaCari amici, segue su Il Riformista del 27 e 28 gennaio un interessante botta e risposta tra Peppino Caldarola e Rosy Bindi, dopo l’intervista alla Bindi pubblicata sul Corriere della Sera il 26 gennaio.

buona lettura

Rosy Bindi, la maestrina rossa - di Peppino Caldarola “Il Riformista” 27/01/09

Rosi Bindi è simpatica e burbera. Se ti incontra ti può aggredire per una cosa he hai detto e che non la convince. Ha sempre ragione lei. È innamorata della politica come i vecchi comunisti di una volta. È talmente faziosa che ormai nel Pd si trova a essere più a sinistra di chiunque altro. Ed è talmente prima donna da non riuscire a fare corrente con nessuno che non sia lei stessa. Gli avversari non la amano ma la rispettano per quel rigore che mette nelle cose che fa. Gli amici di partito se possono la evitano perché sta lì a dare lezioncine al primo che capita. Dalla politica ha avuto tutto ed è fra quelle/i che pensano di fare sacrifici per il Paese. Capite bene da questo ritrattino che la trovo simpaticamente insopportabile. Ieri, leggendo una sua intervista al “Corriere della Sera “, mi sono convinto di aver ragione. Rosi non è d’accordo con Veltroni perché dirige male il Pd, è in dissenso con Rutelli perché vuole l’alleanza con l’Udc, critica Enrico Letta per cose incomprensibili, non sopporta D ‘Alema quando tenta di imporre l’ egemonia degli ex comunisti, pensa che Marini non sappia scegliere i dirigenti del partito, di Arturo Parisi sostiene che critica (continua…)

Bindi: Pd a rischio. Letta e Rutelli sbagliano tutto

Martedì, 27 Gennaio 2009

intervista rosy bindi

intervista corseraSegnalo questa intervista di Aldo Cazzullo a Rosy Bindi, pubblicata sul Corriere della Sera del 26 gennaio 2009. Buona lettura.

Rosy Bindi, da tempo non si esprime sul Pd. Anche lei crede che sia in pericolo?
«Vedo sensibilità molto diverse su questioni fondamentali. Ieri Gaza. Oggi l’accordo sui contratti. Enrico Letta approva e afferma che siamo nel solco del governo Prodi. Sbaglia: noi l’accordo non lo siglammo, mai l’avremmo fatto senza la Cgil, e poi non eravamo in un periodo di crisi drammatica. Veltroni dice che l’accordo va bene ma la Cgil andava ascoltata. Sbaglia anche lui: in questi casi il metodo è il merito. Io sto con Ciampi: dividere i lavoratori in una fase come questa è imperdonabile, e il Pd deve denunciarlo, con una voce sola».

Obiettivo remoto.
«In campo ci sono due strategie. Coloro che considerano il Pd come il compimento dell’Ulivo: un partito plurale, che però sa trovare una sintesi. E coloro che concepiscono il Pd come un partito di sinistra, che ha metabolizzato qualche cattolico democratico tipo la Bindi, che va benissimo perché è più a sinistra di qualcun altro; con pochi che vanno verso Casini, e tanti che vanno verso Vendola. Non a caso da una parte si vagheggiano nuovi partiti di centro, dall’altra Rina Gagliardi propone di fare un bel partito di sinistra con D’Alema».

E lei, Rosy Bindi?
«Io continuo a credere nel progetto del Pd: l’inadeguatezza di una classe dirigente non deve cancellarlo. Di solito mi chiedono di parlare di Moro e Berlinguer; l’altro giorno invece mi hanno invitato a un convegno sul primo centrosinistra, e ho dovuto prepararmi su Moro e Nenni. E ho avuto la conferma che, ogni qualvolta si è tentato di unire i riformismi italiani, il progetto ha sempre avuto dei nemici. Anche il progetto del Pd ha molti nemici, esterni e forse non solo. Per questo lo dobbiamo difendere».
(continua…)

La manovra finanziaria: il DPEF, la legge di conversione 133 del 2008 e la legge finanziaria per l’anno 2009

Mercoledì, 21 Gennaio 2009

legge finanziaria 2009approfondimentoPubblichiamo un articolo di sintesi e approfondimento sulla nuova legge finanziaria della Direzione Segreteria dell’assemblea regionale, settore Studi documentazione e supporto giuridico legale del Consiglio Regionale della Regione Piemonte. Il documento prende in considerazione legge finanziaria del 2009, DPEF, la legge 133/2008, interventi di settore e patto di stabilità.

Per consultare l’articolo cliccate qui

buona lettura

Italiani sempre più insoddisfatti: lo conferma l’annuario statistico dell’Istat

Lunedì, 24 Novembre 2008

ricerca istat situazione economica italiana
economia italiaProponiamo questa scheda sulla crisi nel nostro paese, edita dall’Istat, che ci segnala il dottor Angelo Pellegrino. Italiani sempre più insoddisfatti della propria situazione economica. Lo rivela l’Annuario Statistico 2008 redatto dall’Istat un’indagine ad ampio raggio sui numeri che descrivono il nostro Paese dalla casa, alla salute, all’ambiente, alla scuola. Quello che ne scaturisce è una popolazione dove gli ultrasessantacinquenni sono uno su cinque, che cresce solo grazie all’afflusso degli immigrati (rappresentano il 5,8% del totale) e che si sente impoverita e scoraggiata…

(continua…)

Politiche sociali, arrivano alla Regione i primi 23 milioni a titolo di anticipo per l’anno 2008

Lunedì, 10 Novembre 2008

Lo Stato ha finalmente assegnato alla Regione Piemonte 23 milioni di Euro a titolo di anticipo per il 2008 del Fondo nazionale per le politiche sociali. Tali risorse serviranno a integrare l’anticipo di 57 milioni di Euro che la Regione a luglio aveva già liquidato ai Consorzi socio assistenziali. Quindi ora i 23 milioni di Euro attribuiti alla Regione verranno ripartiti tra i 76 Consorzi socio assistenziali che operano sul territorio del Piemonte più alle città di Torino, Novara ed Asti che gestiscono direttamente le funzioni socio assistenziali.
Il saldo del Fondo nazionale che lo Stato deve ancora per il 2008 alla Regione Piemonte arriverà solo nel 2009. Ricordiamo che dal 2007 al 2008 il Fondo statale è stato decurato da 950 milioni a 650 milioni di Euro e addirittura è stato azzerato il fondo specifico per l’immigrazione, che ammontava a 10 milioni di Euro. Per questo motivo la Regione Piemonte si trova nella difficile situazione di dover rieperire in proprio tutte le risorse per attuare politiche di integrazione degli immigrati e a dover integrare in modo sempre più cospicuo il fondo per i consorzi socio assistenziali.


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