PD – Scritta il 4 marzo 2011
Sino a quando
non vedremo la differenza tra tessere, preferenze e voti …
sino a quando
non capiremo che il nemico è dall’altra parte della barricata…
sino a quando
permetteremo a dei capetti di pensare che le candidature si possano comprare…
il nostro partito non ha un futuro.
Solo quando
impareremo a rispettarci e, perché no, a trattarci bene…
solo quando
alzeremo gli occhi dal nostro ombelico e torneremo a guardare alla bella politica…
solo quando
sapremo soffrire per le difficoltà degli altri come fossero nostre…
solo quando
dismetteremo la spocchia e sfoggeremo un sorriso…
solo quando
avremo delle cose da dire e non saranno tra loro contrastanti…
solo quando
anziché parlarci tra noi, parleremo a tanti, in tante occasioni diverse…
solo allora potremo tornare a volare.
Elio Rostagno
Elezioni 2010
Anche se queste elezioni mi hanno visto come primo degli esclusi del PD in provincia di Cuneo, sono convinto che qualcosa di buono mi è rimasto: ad esempio i 5996 tra amici e amiche che hanno creduto in me sostenendomi con il loro voto.
Grazie ancora di tutto, io continuerò a lavorare per le nostre idee.
Elio Rostagno
Aprile 2010
01/11/08 – “La spesa sanitaria in Piemonte”: una ricerca per contrastare alcuni luoghi comuni molto diffusi

Di Elio Rostagno. “L’obiettivo a suo tempo perseguito nel preparare questa nota utilizzata nell’ambito di una discussione all’interno del gruppo regionale del Pd, era quello di contestare i troppi luoghi comuni che circolano sulla spesa sanitaria in Piemonte e segnalare alcuni dei principali limiti, riscontrati nello svolgere le funzioni di presidente della commissione Sanità, sia nell’approccio politico che tecnico-amministrativo nell’affrontare le problematiche del Servizio Sanitario Regionale”. Il lettore troverà, proseguendo nella lettura di questo intervento, molti dati comparativi tra Regioni, tabelle e utili informazioni per farsi un’idea propria sulla sanità piemontese. Buona lettura.
I luoghi comuni:
La spesa sanitaria in Piemonte è “fuori controllo”.
Gli accorpamenti delle ASL non hanno portato e non porteranno alcun vantaggio.
La politica, attraverso i Direttori Generali, condiziona attività e scelte, comprese la nomina dei primari.