Lettera di un cittadino a Elio Rostagno: “Caro candidato, ecco ciò di cui abbiamo bisogno”
Il signor Alessandro Papini si rivolge dirattamente al candidato sindaco spiegando le ragioni della sua diffidenza nell’attuale politica
Egregio Candidato
leggo ora il volantino che si è premurato di far pervenire a noi cittadini cuneesi in vista delle prossime elezioni primarie. Devo dire che le Sue intenzioni sono ottime e rispecchiano più o meno quelle che, credo, siano le aspettative di ciascun bravo cittadino cuneese, nei confronti del proprio sindaco.
In particolare mi ha colpito la promessa di devolvere la Sua indennità (di cui sarebbe, a mio parere, più corretto dichiararne pubblicamente l’entità) al: “…. finanziamento di progetti finalizzati al sociale ed all’inserimento lavorativo.”. Di certo è una promessa forte, che Le fa onore, rivolta direttamente alle famiglie come la mia (e ce ne sono tante), che oltre a mille altri problemi, hanno anche quello di non riuscire ad inserire i propri figli nel mondo del lavoro.
Viviamo purtroppo in una società in cui la stima degli altri si guadagna in base al proprio titolo di studio (non importa con quali meriti ottenuto o se addirittura comprato) o all’alto tenore di vita condotto, tessuto spesso con laceri e sottili filamenti pronti a cedere di schianto al primo strattone. La colpa è anche di noi genitori, che abbiamo creduto di dover far studiare i nostri figli a tutti i costi per garantire loro un futuro migliore (grande errore). Un futuro migliore non si guadagna con un pezzo di carta, ma con il lavoro, l’educazione, e il rispetto altrui.
Questo dobbiamo insegnare ai nostri figli; dobbiamo crescere con loro e capire quali sono le loro passioni e spingerli ad andare avanti in quello che credono, facendo qualunque sacrificio per sostenerli, senza essere noi a decidere per loro. Ecco però che, proprio dove finisce il compito di noi genitori, iniziano le mancanze delle istituzioni, che non riconoscono i nostri figli e li danno in pasto liberamente a “commercianti” senza scrupoli che speculano su di loro per trarne il massimo profitto con la minor spesa, incuranti delle passioni, con le quali sono cresciuti e nelle quali fino a quel momento, insieme a noi, hanno creduto, creando così degli infelici nemici dello Stato e mandando in fumo tanti anni di lavoro di noi genitori.
Come può progredire una società di infelici che non hanno fiducia nello Stato? Non so ancora se Lei avrà il mio voto e neppure se andrò a votare. Anche io non ho più fiducia nello Stato perché non ha riconosciuto i miei meriti, non si è curato minimamente delle mie passioni, ha sempre e solo preteso da me che salvassi il Paese.
Gli unici ad essere sempre salvi siete voi che appartenete alla classe politica e che siete così lontani da noi cittadini, perché vivete nel vostro mondo dorato fatto di “…vertici, riunioni, apparizioni, presenze sul territorio…”: ma quali presenze sul territorio?
Abbiamo bisogno di gente che vada dai datori di lavoro a leggere i contratti e a stracciare le lettere di licenziamento precompilate e firmate, dai lavoratori, sotto ricatto.
Abbiamo bisogno di qualcuno che si informi quali studenti meritino di proseguire negli studi e che garantisca loro un totale appoggio economico, perché è la società che deve investire negli studenti meritevoli, prima delle famiglie.
Abbiamo bisogno di qualcuno che scopra, con l’aiuto dei genitori, quali sono le passioni e le capacità di tanti bravi figli, non adatti allo studio, ma non per questo non meritevoli delle nostre attenzioni, e ad aiutarli a realizzare loro stessi per poter entrare nella società a testa alta e contribuire alla crescita del Paese.
Abbiamo bisogno di politici che lavorino per quello che sono pagati (e magari anche per molto meno), alla scrivania, 8 ore al giorno, per cinque giorni alla settimana, come noi, senza tanti privilegi e che possano essere licenziati quando dimostrino disinteresse o scarse capacità verso le proprie mansioni.
Abbiamo bisogno di gente che si occupi di coloro che vivono al margine della società, dei poveri (in enorme crescita), degli anziani (in crescita anche loro), dei disabili, dei detenuti, degli immigrati, perché esistono, e non possiamo ignorarli, altro che piste ciclabili!
Ecco di che cosa abbiamo bisogno egregio Candidato, questo è ciò che voglio in cambio del mio voto, chissà se un giorno qualcuno lo meriterà.
Alessandro Papini
