Bindi: “sarà un leader di garanzia, finito il finto unanimismo” da Il Messaggero del 22 febbraio 2009
Martedì, 24 Febbraio 2009
Di seguito un’intervista a Rosy Bindi pubblicata su Il Messaggero del 22 febbraio 2009.
Rosy Bindi il 14 ottobre si candidò, non da sola, contro Veltroní. Ora ha detto sì a Franceschini. E spiega perché: «Io non sono entrata in maggioranza. La mia adesione all’elezione di Dario è esattamente il contrario: è la fine della maggioranza del 14 ottobre».
E il giudizio sulla sua elezione è positivo…
«Sì, giudizio positivo su come si è svolta l’assemblea: finalmente si è discusso serenamente, si è votato… Le altre volte era liturgia, stavolta è stato un momento di confronto vero».
Meglio di primarie subito o di un congresso anticipato.
«Decisamente sì. Io penso che noi abbiamo bisogno di assise vere, che non era possibile fare adesso. Per questo ero d’accordo con l’elezione ora di un segretario. Noi continuiamo ad avere l’illusione di dover nominare un leader che poi farà il partito; invece l’impostazione va rovesciata: c’è bisogno di un partito che poi si sceglierà il leader».
Cosa le è piaciuto di più dell’intervento di Franceschini?
«Ha fatto un discorso diretto, a braccio, e così ha potuto avere accenti davvero sinceri: quando uno parla a braccio tira fuori le cose che ha dentro, e credo che sia stato un atto di verità di cui avevamo bisogno». (continua…)
















